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Sen. Massimo Cassano

17 Maggio 2012

Il ministro Balduzzi venga in Puglia a toccare con mano la sanità vendoliana

Il ministro Balduzzi venga in Puglia a toccare con mano la sanità vendoliana
Apprendiamo di un ministro della sanità, Renato Balduzzi, quasi entusiasta
del modello sanitario imposto dalla politica vendoliana in Puglia. Forse il
rappresentante del governo nazionale si è lasciato suggestionare dalle
magiche parole del presidente della Regione, Nichi Vendola, in trasferta a Roma. Perché, purtroppo, chi vive il territorio in prima persona ha ben altre >versioni della realtà. Allora venga in Puglia il ministro ed entri in un
ospedale, si confronti con medici e infermieri allo stremo delle forze,
ascolti il personale amministrativo, incontri le comunità, chieda agli ammalati,
con i parenti, si informi delle liste di attesa, magari per una risonanza, una Tac, un “banale” elettrocardiogramma. E poi esprima il suo
giudizio tecnico sullo sfascio di questi ultimi otto anni.
Venga il ministro Balduzzi per toccare con mano una mala gestione della
sanità divenuta col tempo quasi “fisiologica” e che si è abbattuta sulla tutela
della salute e sul lavoro di migliaia di professionisti dell'assistenza, una
voragine che appare sempre più impossibile da colmare.
Si informi il Ministro, leggendo le cronache locali dei quotidiani: anziani
trasferiti in ospedali a centinaia di chilometri da casa, personale in
perenne emergenza, operatori del “118” sfiancati dai troppi disagi in cui sono
costretti a svolgere la propria preziosissima opera, ricoverati costretti a
portare cuscini e lenzuola, stanze da sei posti letto con anche dieci
ammalati barellati, ospedali altamente specialistici che ancora non riescono a
decollare, liste di attesa sempre più lunghe anche per le patologie oncologiche.Legga Balduzzi, le ultime notizie sull'Oncologico di Bari “Giovanni Paolo
II”, che non fanno altro che confermare – e lo diciamo a malincuore – quanto da
anni stiamo denunciando, a volte in un'indifferenza complice del potere. Legga
pure solo il titolo oggi riportato a corredo di un articolo, dall'edizione locale
di un quotidiano nazionale: “Oncologico, il calvario dei pazienti, letti vuoti
e sale operatorie chiuse. Pianta organica al 50 per cento e niente terapia nei weekend. La struttura nell'ex Cotugno con dotazioni di eccellenza ma senza
personale medico e infermieristico, paragonata ad una Ferrari lasciata ad ammuffire in un garage”
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