Massimo Cassano con il Nuovo Centro Destra

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Sen. Massimo Cassano

16 Maggio 2012

Sanità, ammalati di cancro: in Puglia cure più difficoltose

Un'interrogazione urgente al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola e all'assessore alle politiche della salute, Ettore Attolini, verrà presentata
nelle prossime ore dal vicecapogruppo del Pdl, Massimo Cassano, per sapere se corrispondano a verità le notizie riportate da alcuni organi di informazione circa la disparità di trattamento per l'accesso alle cure anti-tumorali più innovative tra Nord e Sud Italia. E – in caso di risposta affermativa – cosa
si intenda fare per porre fine a questa assurda e vergognosa situazione che colpisce gli ammalati di cancro e le loro famiglie.
Cassano fa riferimento al IV Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici, presentato in questi giorni al Senato, e alla denuncia
del Favo (Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia),
che con l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e la Società Italiana di Ematologia (Sie), hanno scritto una lettera al Ministro della
Salute Renato Balduzzi. Ebbene gli esperti sottolinenano che “solo in 4 regioni, Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia-Giulia e Marche, e nella
Provincia autonoma di Bolzano vengono recepite immediatamente le indicazioni
registrative dell’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) sui nuovi farmaci anti-tumorali. In
tutte le altre, dotate di un proprio prontuario, i farmaci nuovi non vengono resi disponibili ai malati fino a quando non esaminati e approvati anche da Commissioni tecnico-scientifiche regionali”.
“Dal momento che l'oncologia è una scienza soggetta a continue e innovative
scoperte e che malattie considerate letali fino qualche decennio fa, oggi se >curate adeguatamente possono portare alla guarigione – continua Massimo
Cassano -, non ci sono dubbi sui risvolti drammatici che tale disparità di procedure
possano avere per il futuro terapeutico e prognostico degli ammalati di
tumore.
Dall’autorizzazione internazionale di un farmaco alla delibera che ne
permette l’immissione in commercio in Italia trascorrono in media dai 12 ai 15 mesi.
ulteriori ritardi sono determinati dai tempi di latenza per la messa a
disposizione a livello regionale dopo le approvazioni degli enti regolatori internazionali e nazionali. Infatti secondo l'Aiom, “se la Commissione >regionale ha dato parere favorevole, il farmaco antitumorale è introdotto
nel prontuario anche dopo 50 mesi, per alcuni farmaci in alcune regioni”. Per questo si chiede a Vendola e Attolini di chiarire al più presto la situazione pugliese, intervenendo immediatamente per individuare criteri condivisi con
l'Italia del Nord.
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