Massimo Cassano con il Nuovo Centro Destra

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Sen. Massimo Cassano

09 Ottobre 2017

IUS SOLI, il sen. Cassano: lo sciopero contro se stessi

“Lo Ius soli risponde ad una questione che anche l’Italia deve decidersi ad affrontare seriamente e senza paraocchi ideologici, ma nei tempi e nei modi che un tale provvedimento richiede per non peggiorare lo stato delle cose. Per questo trovo patetico lo sciopero della fame a staffetta che alcuni ministri e parlamentari stanno mettendo in atto al solo fine di ottenere un titolo in più sui giornali. Uno sciopero contro se stessi, dal momento che si protesta contro il governo. Ma uno sciopero contro se stessi anche per le modalità che stanno facendo scivolare nel ridicolo una questione che – ripeto – meriterebbe assunzioni di responsabilità ben precise davanti agli elettori”, è quanto sottolinea in una nota il senatore di Forza Italia, Massimo Cassano che suggerisce “agli amici del Pd, di Mdp, di Si di affrontare le imminenti elezioni politiche mettendo proprio lo Ius soli al primo posto di un eventuale programma di governo”. Non solo, Cassano suggerisce “agli scioperandi a staffetta (zero sacrifici, un po’ di visibilità in più) uno sciopero della fame vero, per esempio, per sensibilizzare il governo del Brasile ad estradare in Italia Cesare Battisti, l’assassino impunito che continua a farsi beffe dello Stato. In tema di diritti, siamo di fronte al diritto sacro, per le famiglie delle vittime del terrorismo, a vedere il trionfo della giustizia. Oppure – continua Cassano – si potrebbe scioperare per il diritto alla casa della signora Peppina, la 95enne di Castelluccio di Norcia, appena sfrattata dalla casetta di legno che la ospita dopo che la sua abitazione è stata distrutta dal terremoto. Casetta considerata abusiva, in un paese – l’Italia – che invece d solito tollera ben più pesanti e illegali occupazioni. Si potrebbe fare uno sciopero della fame affinché l’assistenza sanitaria sia uguale e di alto livello per tutti, oppure affinché il diritto allo studio sia realmente garantito con l’abolizione del numero chiuso nelle università. Si potrebbe scegliere a caso da una lunga lista di diritti che gli italiani di oggi, e nel caso di domani, non vedono più riconosciuti. Chiamare a raccolta ricchi e annoiati intellettuali e astenersi insieme dal mangiare. Detto questo, ripeto, noi in Italia, proprio per la posizione geografica della penisola e perché spesso lasciati soli ad affrontare l’immigrazione massiccia di questi anni, pur dovendoci occupare della questione della cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori stranieri e a quei minori che anche frequentando con successo le nostre scuole mostrano un perfetto livello di integrazione, non possiamo permetterci errori o leggerezze in materia. Il problema va affrontato e risolto ma con tutte le attenzioni del caso, o meglio dei singoli casi”.
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